| Noi siamo... Cooperazione |
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| Scritto da Administrator |
| Venerdì 19 Marzo 2010 00:00 |
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L'Associazione “DONNE DI CARTA” intende realizzare, partendo dal territorio romano e laziale in cui risiede, una network promozionale e distributiva fra editori e librerie FUORI DAL CORO all'interno di uno scenario economico e culturale "eco-sostenibile". Obiettivo principale: promuovere la lettura. Che dire di più? Già questo è un'impresa.
Nelle pagine seguenti potrai trovare tutta la documentazione utile per aderire: statuto, regolamento e profili dei diversi attori che gradualmente entrano in squadra.
La libertà è partecipazione
Di Associazioni il pianeta Cultura è pieno. Viviamo ormai nell'era dell'abbondanza, ma la quantità – lo stiamo scontando – non è sinonimo di... libertà. In 4 donne abbiamo fondato questa avventura, un pomeriggio di ottobre, il pomeriggio dell' 8 ottobre 2008, intorno a un tè nella libreria Libermente – via del Pellegrino – nel cuore storico di Roma.
Quattro donne che cercavano di fare il proprio mestiere restando “disperatamente libere”: un'editora, una giornalista, una libraia, un'agente di servizi letterari. Ecco perché il nome “Donne di carta”: una maternità di idee, visibile. Non abbiamo cercato interlocutori, ma compagni di viaggio. Perché vogliamo scambiare esperienze, condividere risorse, nella bellezza di guardare tutti nella stessa direzione: il libro, la lettura.
La validità di un progetto culturale si misura attraverso l'efficacia della sua azione ma anche dall'attribuzione di valore che riesce a costruire in favore dei suoi attori tramite una strategia cooperativa che consente condivisione delle risorse e reciprocità di sostegno, non solo economico.
Un modello di superamento delle barriere di casta: qui è l'editore che si associa con il libraio e con il lettore o, dall'altro versante, è il lettore che si associa con il libraio e con l'editore. Associarsi significa condividere il progetto di promuovere la lettura.
Non si tratta di andare alle Fiere editoriali insieme o di riempire l'agenda con i numeri di n-librerie pronte ad accogliere nuovi libri da esibire, questa volta, in vetrina. Non si tratta nemmeno di accontentare i lettori. Ma di riscoprire il piacere e l'utilità della lettura nella vita di tutti.
Fare rete implica una capacità di riflessione anche sulle proprie scelte produttive e sulle modalità di esistenza; implica scardinare abitudini e reiterazioni improduttive dal punto di vista culturale. I nodi di una rete sono snodi di desideri e di esigenze che si portano dietro i contesti in cui operano e disegnano insieme nuovi territori di applicazione.
Per questo Donne di carta è anche il progetto delle persone-libro: lettori e lettrici comuni che scelgono di imparare a memoria brani di libri che amano andando poi in giro a dirli. Ovunque: nelle piazze, nelle case, nei teatri, nelle biblioteche; luoghi dove vive la gente e più spesso luoghi dove non ci sono libri. I libri che amano: perché non c'è altra motivazione a prestare memoria e voce se non in un'economia del benessere che mira a ricomporre la bellezza dell'ascolto e del dire come un dono. Le parole imparate “suonano” allora come le parole che ci appartengono, ci rivelano. L'oralità mette a nudo il soggetto che dice ma pretende che chi ascolta impari a ricevere.
Le persone-libro sono un gruppo che gemma altri gruppi perché crede nella “radiazione adattiva”: un seme può bastare da solo a generare una foresta. E in questa foresta popolata di persone-libro ogni libro riscatterà la sua libertà di esistere, indipendentemente dalla dimensione o dalla forza economica della sua casa editrice o dalla volontà del libraio di turno. Il libro esisterà nella voce stessa, itinerante del lettore che lo ha scelto.
Donne di carta è un modello nuovo. Pronta a partire su un pulmino e a fare dell'itineranza non solo un viaggio di tappe fisiche ma un'abitudine mentale agli spostamenti, alla mobilità, alla relatività. Noi immaginiamo il futuro dei libri portandoli a destinazione: là dove vive la gente. Noi vogliamo che i libri siano capaci di raggiungere le persone. Un'associazione vive sulla passione condivisa dei suoi soci. L'indipendenza e l'autonomia sono l'infrastruttura che ci garantisce la libertà. Essere parte di questo gioco: editori, librai, lettori, autori significa rischiare in prima persona e giocare.
Qui chi prende dà. Non c'è spazio per deleghe.
Tu puoi fare il minimo: ESSERCI. Partecipare è soprattutto un dono fatto a se stessi.
Documentazione Presentazione dell'Associazione ai tempi della sua nascita: "Fiera Più libri più liberi- 2008" di Roma: il video-reportage di Claudio Martino . Su Youtube il canale dedicato alle nostre produzioni video.
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