Carta dei Diritti della Lettura

Dalla prefazione

“Se ci fossero più lettori, e lettori con più garanzie di accesso alla lettura, questo sarebbe già un paese migliore, perché abitato da un numero maggiore di persone in grado di sovvertirne i limiti, e fare la differenza” (Michela Murgia)

“Un progetto troppo ambizioso? Non per le Donne di carta che con mani appassionate lanciano sassi capaci di saltare più volte sulla superficie immobile della vita culturale italiana” (Lidia Castellani)

Dalla postfazione

“Si legge sì con gli occhi, in silenzio e senza neanche muovere le labbra, ma è il corpo che capisce ciò che la mano, nello sfogliare le pagine, e l’occhio, nel seguire lo scritto, indicano di seguire: la materialità diventa così il luogo d’incontro delle soggettività e in questo processo di interazione si crea identità” (Massimo Squillacciotti)

Cos’è la Carta

La Carta dei Diritti della Lettura è un documento che vuole:

1. definire la complessità e la varietà degli “atti di lettura” come una pratica etica, soggetta a tutela, e un contributo essenziale allo sviluppo della vita sociale;
2. riconoscere un ruolo civico e sociale alla figura di chi legge definendo i suoi diritti irrinunciabili legati al concetto giuridico di “persona”;
3. identificare i doveri sociali, che spettano in generale all’industria dei contenuti e alle Istituzioni preposte ai beni culturali – per garantire e tutelare l’esercizio equo e permanente di questi diritti.

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Medaglia Presidente della Repubblica

 

Art.1

«Leggere è un Diritto della persona senza distinzione di condizioni sociali, di età, di lingua, di opinioni politiche, di razza, di religione, di salute e di sesso.

Art. 2

Leggere è un’attività individuale e sociale che coinvolge la mente, le emozioni e i sensi e non si limita né privilegia l’apprendimento e l’interpretazione della scrittura (lettura libraria) ma è applicabile in diversi ambiti e con diversi strumenti. Pertanto è dovere sociale incrementare forme e attività di avviamento, di agevolazione e di sostegno permanente alla lettura che creino, con eguali opportunità, un’educazione all’ascolto, al pensiero critico, alla condivisione e allo scambio di saperi.

Art. 3

Leggere favorisce lo sviluppo della personalità, le relazioni affettive e sociali, le possibilità espressive e gli scambi interculturali ponendosi come un sostanziale concorso al progresso materiale e immateriale della società. Pertanto è dovere sociale concorrere alla lotta contro l’analfabetismo, primario e di ritorno, contro l’impoverimento delle lingue e delle conoscenze, e le condizioni che li rendono radicati, diffusi e sommersi.

Art. 4

È diritto irrinunciabile della persona che legge esercitare su ogni testo la propria competenza linguistica.
Pertanto è dovere sociale facilitare la comprensibilità dei testi in funzione del destinatario e dei contesti d’uso, valorizzare ogni lingua madre e locale e proporre forme di diffusione dei testi che consentano la verifica e/o la reperibilità della lingua originale.

Art.5

È diritto irrinunciabile della persona che legge esercitare su ogni testo le proprie facoltà di lettura.
Pertanto, nel caso specifico di disabilità fisiche e cognitive, transitorie e/o permanenti, è dovere sociale incrementare forme ausiliari e strumenti che facilitino l’apprendimento, lo sviluppo e l’esercizio della lettura.

Art.6

È diritto irrinunciabile della persona che legge godere dell’uguaglianza del- le opportunità di lettura ed esercitare una libera scelta degli strumenti e degli oggetti di lettura.
Pertanto è dovere sociale rappresentare, in modo equo, negli oggetti di lettura la varietà e il valore delle differenze culturali, di orientamento sessuale, di credenze religiose e politiche incrementandone la diffusione e concorrendo alla rimozione degli ostacoli che limitano di fatto questo diritto promuovendo le condizioni, gli strumenti e le attività che lo rendano effettivo.

Art.7

È diritto irrinunciabile della persona che legge usufruire di “case della lettura”, pubbliche e gratuite, che rendano accessibile e praticabile la lettura in tutte le sue forme.
Pertanto è dovere sociale agevolare le condizioni di crescita e di sviluppo di dette realtà, anche tramite forme di collaborazione con privati, per garantire una politica culturale adeguata alle esigenze formative della persona e rispettosa delle differenze culturali delle comunità.

Art.8

È diritto irrinunciabile della persona che legge l’accesso facilitato al patri- monio che costituisce Memoria storica e linguistica delle comunità. Pertanto è dovere sociale valorizzare le memorie scritte e orali, singole e collettive, trasformandole in una risorsa attiva e comune e promuovendo strumenti e forme di conservazione, trasmissione, circolazione e riuso».

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Prima presentazione della Carta dei Diritti della Lettura

Roma, 28 aprile 2011 – Bibliocaffè Letterario Ostiense