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Le persone libro dell'Associazione Donne di carta, nate a Roma il 14 maggio del 2009: un bene culturale nazionale.
Fare la persona libro ed essere una persona libro di Donne di carta.
Chiunque può prendere in mano un libro e imparare a memoria le parole che desidera comunicare, poi, a voce alta a qualcuno. Si chiama libertà d'espressione. Ed è un potere di qualunque lettore o lettrice.
Ma quando si vuole fare/essere una "persona libro" questa libertà diventa una scelta di partecipazione e di appartenenza a un progetto che si chiama "Proyecto Fahrenheit 451", inventato da Antonio Rodriguez Menendez in Spagna e di cui Donne di carta è la portavoce - autorizzata e riconosciuta - in Italia. E in Italia cammina dal 2009 con le sue persone libro. Oggi 116. Oggi in 15 città. Questo significa che non basta imparare a memoria: serve comprendere, invece, che ogni parola scelta e poi detta passa attraverso una voce "naturale", un'intimità; una voce che non declama, non interpreta ma umilmente cerca di costruire una relazione con se stessi, con quelle parole e poi con gli altri , un "vinculo"; una voce che "mira" a costruire il valore di quella delicata e dimenticata relazione affettiva che è l'ascolto: "io ci sono e tu dove sei?" Questo significa che quella "voce" va cercata perché noi usiamo maschere sociali, parliamo e diciamo attraverso queste maschere sociali e l'intimità, invece, richiede la messa in gioco delle persone così come sono. Difficile ma non impossibile. Questo significa che guardare chi ascolta è un legame indispensabile che non solo sorregge la memoria (le parole da ricordare) ma trasforma il dire in un dono. Dire e ascoltare fondano un'economia dello scambio. Restituiscono parità alle persone. Attraverso le parole scelte tra tutte le parole possibili, io dico a te chi sono, io chiedo a te di esistere. Il senso reale della reciprocità. Il progetto Fahrenheit 451 di cui siamo "portavoce" non si limita all'apprendimento a memoria e non è esibizione di capacità personali: quanta memoria, quanta sapienza nel dire. Le persone libro di Donne di carta lo sanno. Chi non riesce a vivere questa dimensione di messa in gioco autentica se ne va o resta un "libro chiuso" in attesa del tempo giusto per aprirsi. Perché nessuno può dirti cosa desiderare. Essere/fare una persona libro è una scommessa culturale. La Cultura che si fa "persona". Un umanesimo. Una scommessa che Donne di carta ha accolto perché già nelle sue "corde". Ricordare=[lat. recŏrdari, der., col pref. re-, di cor cordis «cuore», perché il cuore era ritenuto la sede della memoria]. Difficile "ri-cordare" chi siamo e cosa desideriamo ma non impossibile. Far parte di questa Associazione significa "allargare il cuore". Grazie a tutte le persone libro di ieri, di oggi e di domani.
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