Saturday 28th of March 2015

Donne di carta
Il Paese di chi legge PDF Stampa E-mail
Scritto da Sandra Giuliani   
Giovedì 03 Ottobre 2013 00:00


NOI SIAMO


Donne di carta è stata fondata nel lontano 2008 da 4 donne - da cui il Nome dell'Associazione come rivendicazione di maternità - come una realtà associativa (non profit) soprattutto di editori indipendenti che tramite lo snodo di una libreria (Libermente) cercavano di promuovere la lettura tutelando quella Bibliodiversità di cui erano di fatto portatori.

Fare editoria per noi era e resta un lavoro della conoscenza e non una mera attività commerciale.

Quando la nostra strada si è incrociata con il Proyecto Fahrenheit 451 - las personas libro di Madrid, la visione di Donne di carta si è arricchita di una forza trainante che ha visto soprattutto i lettori farsi portatori volontari del progetto di promozione della lettura: le persone libro sono la parte militante (la più famosa certo) della nostra visione della lettura.

"Lettura" non libri. La nostra Carta dei Diritti della lettura lo dichiara fermamente: esistono tanti oggetti di lettura, il mondo intero, la natura, tutto ciò che è Cultura, segno, lingua, simbolo sono cose da leggere. Persone, animali, oggetti, sogni e credenze.

L'obiettivo quindi si è sempre più centrato nel costruire un'educazione permanente alla lettura senza fratture tra discipline e arti, tra saperi specialistici e saperi comuni nell'ottica che ogni sapere possa diventare, attraverso la narrazione, una conoscenza per tutti.

 

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Donne che promuovono la... lettura: Caffè letterario Le Murate (Firenze)


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In QUESTA INTERVISTA la cellula aretina trasforma la nostra attività in una bellissima narrazione collettiva guidata dalle domande del giornalista che nascono da una capacità di ascolto non comune e da un interesse reale.

TG1- Billy il vizio di leggere in occasione del Compleanno della cellula di Bari


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Sulla rivista "Cultura e dintorni": Tutti devono poter leggere e sempre.

Possiamo solo contare

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Leggere è un Diritto PDF Stampa E-mail
Scritto da Sandra Giuliani   
Sabato 05 Ottobre 2013 00:00

 

La MEDAGLIA dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


medaglia del capo dello stato

LA CARTA dei DIRITTI DELLA LETTURA

 

 

La Carta dei Diritti della Lettura è un documento che vuole:

  • definire la complessità e la varietà degli “atti di lettura” come una pratica etica, soggetta a tutela, e un contributo essenziale allo sviluppo della vita sociale;
  • riconoscere un ruolo civico e sociale alla figura di chi legge definendo i suoi diritti irrinunciabili legati al concetto giuridico di “persona”;
  • identificare i doveri sociali, che spettano in generale all’industria dei contenuti e alle Istituzioni preposte ai beni culturali – per garantire e tutelare l’esercizio equo e permanente di questi diritti.

A livello sostanziale è stata una petizione sul web da sottoscrivere (e puoi farlo ancora), ha ricevuto una medaglia di rappresentanza dal Presidente della Repubblica, Napolitano, e oggi è una proposta di inserimento come corollario ad un articolo di legge della Comunità europea.

La Carta è un libretto: qui puoi scaricarlo TUTTO.

O leggere solo gli 8 Articoli o firmare ancora LA PETIZIONE SUL WEB


Nel Libretto trovi interventi di:

Se ci fossero più lettori, e lettori con più garanzie di accesso alla lettura, questo sarebbe già un paese migliore, perché abitato da un numero maggiore di persone in grado di sovvertirne i limiti, e fare la differenza. Ogni lettore è un cittadino consapevole, critico, uno che davanti a ogni narrazione di sé limitata, avvilente o falsa è in grado di organizzare un dissenso, contrapponendo alla realtà impoverita la forza di tutte le narrazioni che da lettore ha abitato, diventandone cittadino e rimanendo allo stesso tempo migrante. Lottare per il diritto dei lettori significa lottare per un paese che può cambiare la sua storia. Dietro a questo diritto stanno tutti gli altri, perché questo è un diritto alla consapevolezza. Senza quella non esistono garanzie di nulla per nessuno, perché di tutti i diritti che pensiamo di avere, gli unici che in realtà possediamo sono quelli che siamo in grado di difendere.
Michela Murgia

Di sicuro la Carta dei Diritti della Lettura ha la visionarietà delle idee capaci di cambiare il mondo. Per questo mi auguro che oltre all’Alto Patronato del Capo dello Stato, questa Carta riesca a ottenere quello che può ispirare anche le ore trascorse nelle cantine o nelle soffitte dei nostri palazzi attraverso l’inserimento del diritto alla lettura tra i diritti sanciti e riconosciuti dalle Carte fondamentali degli stati europei. Un progetto troppo ambizioso? Non per le Donne di carta che con mani appassionate lanciano sassi capaci di saltare più volte sulla superficie immobile della vita culturale italiana.
Lidia Castellani

Leggere insegna a saper raccontare, a tradurre la propria storia per gli altri perché “le storie capitano a chi le sa raccontare”, come ha detto Paul Auster. Non è questione di intellettualità né di “spirito” dell’uomo ma le “storie” – dette, lette, ascoltate – appartengono alle storie e per questo arrivano prima a verità a cui la scienza arriva dopo e per altra strada; come dire che le storie preparano la scienza anche se questa a sua volta suggerisce storie, in una relazione ricorsiva tra loro: di questo pensiero narrativo chi se ne giova è comunque l’uomo, come essere sociale 
Massimo Squillacciotti

 

A VOCE ALTA E IN PIU' LINGUE, alcuni articoli


I MEDIA


Silvana Mazzocchi su La Repubblica

Flavia Amabile su La Stampa (Blog)

Assunta Sarlo su Elle

SetteperUno

Paola Turci sull'Unità

Eugenia Romanelli su Il Fatto quotidiano

Valentina Pironi su Kultural


Il video fotografico della Presentazione effettuata il 28 aprile 2011 al BiblioCaffè letterario di via Ostiense a Roma. Un grazie speciale a Paola Turci.


 

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Il viaggio delle persone-libro PDF Stampa E-mail
Scritto da Sandra Giuliani   
Martedì 01 Ottobre 2013 00:00

 

logo Fahrenheit 451


Le persone libro dell'Associazione Donne di carta, nate a Roma il 14 maggio del 2009: un bene culturale nazionale.

 

“Solitamente, raccontiamo storie quando da esse siamo convocate, e non viceversa. Nelle mie tradizioni esiste un lascito tra cantastorie, per cui un cantastorie passa le sue storie a un gruppo di “semi”. I “semi” sono i cantastorie che, si augura il maestro, porteranno avanti la tradizione quale l’hanno appresa. Come vengono scelti i “semi” è un processo misterioso che sfugge a un’esatta definizione, perché non si basa su una serie di norme ma piuttosto sulla relazione. Le persone si scelgono, talvolta vengono a noi, più spesso inciampiamo l’una nell’altra, e ci riconosciamo come se ci conoscessimo da tempi immemorabili.” Donne che corrono coi lupiClarissa Pinkola

 

Chiunque può prendere in mano un libro e imparare a memoria le parole che desidera comunicare, poi, a voce alta a qualcuno. Un potere di qualunque lettore o lettrice.

Ma quando si vuole fare/essere una "persona libro" questa libertà diventa una scelta di partecipazione e di appartenenza a un progetto che si chiama "Proyecto Fahrenheit 451", inventato da Antonio Rodriguez Menendez in Spagna e di cui Donne di carta è la portavoce - autorizzata e riconosciuta - in Italia. E in Italia cammina dal 2009 con le sue persone libro.

Non basta imparare a memoria: serve comprendere che ogni parola scelta e poi detta passa attraverso una voce "naturale", un'intimità; una voce che "mira" a costruire il valore di quella delicata e dimenticata relazione affettiva che è l'ascolto: "io ci sono e tu dove sei?"

Questo significa che quella "voce" va cercata perché noi usiamo maschere sociali e l'intimità, invece, richiede la messa in gioco delle persone così come sono.

Questo significa che guardare chi ascolta è un legame che non solo sorregge la memoria (le parole da ricordare) ma trasforma il dire in un dono. Dire e ascoltare fondano un'economia dello scambio. Restituiscono parità alle persone. Attraverso le parole scelte tra tutte le parole possibili, io dico a te chi sono, io chiedo a te di esistere. Il senso reale della reciprocità.

Essere/fare una persona libro è una scommessa culturale. La Cultura che si fa "persona". Un umanesimo.

Una scommessa che Donne di carta ha accolto perché già nelle sue "corde". 
Ricordare=[lat. recŏrdari, der., col pref. re-, di cor cordis «cuore», perché il cuore era ritenuto la sede della memoria].
Difficile "ri-cordare" chi siamo e cosa desideriamo ma non impossibile.

Far parte di questo Progetto significa "allargare il cuore".
Grazie a tutte le persone libro di ieri, di oggi e di domani.


SUL BLOG: Come diventare una persona libro

Per sapere la verità su cosa fanno le persone libro

 

Dove trovarci a Roma, come fare formazione, come contattare le altre cellule:

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Cellule/Città attive


 

Sul Supplemento speciale di Alfabeta2 - ALFALIBRO - un nostro intervento sull'importanza del volontariato culturale grazie ad Andrea Cortellessa.

Un Articolo che rileggiamo anche noi per "ricordarci chi siamo" (accedi al PORTALE LIBEROS)

 

 

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Scritto da Sandra Giuliani   
Martedì 03 Settembre 2013 00:00

 


Anarkikka for Donne di carta

 

Una Casa della Lettura di Donne di carta


Gli articoli della Carta dei Diritti della Lettura per noi sono un impegno.
L'art. 7 recita: È diritto irrinunciabile della persona che legge usufruire di “case della lettura”, pubbliche e gratuite, che rendano accessibile e praticabile la lettura in tutte le sue forme. Pertanto è dovere sociale agevolare le condizioni di crescita e di sviluppo di dette realtà, anche tramite forme di collaborazione con privati, per garantire una politica culturale adeguata alle esigenze formative della persona e rispettosa delle differenze culturali delle comunità.

Il nostro progetto chiede ai lettori e alle lettrici il dono consapevole di libri amati, non cestinati, che possono diventare un patrimonio in prestito temporaneo - e quindi un ritorno al mittente - o una donazione for ever ma soprattutto un patrimonio "raccontato" all'interno di un Catalogo che non indicizza unicamente i libri ma dice il valore, l'importanza che quella lettura ha avuto nella vita di qualcuno: "l'ho letto perché..." " dopo averlo letto è successo che...."

Perché a noi non interessa accumulare beni, interessa la circolazione del desiderio, il prestito o il dono come economia di contatto, la lettura come costruzione di una relazione sociale. A noi interessa l'impegno.

I libri da buttare sono un problema vostro. I libri da regalare o da prestare sono un "bene comune" che vogliamo tutelare convinte che la lettura insieme, la narrazione delle ragioni stesse di una lettura possono salvarci dalla dipendenza mercantile, dall'omologazione culturale, dall'isolamento.

Abbiamo già raccolto il Fondo "Cori", il Fondo "Frati Junior", il Fondo "Gueli-Monteferrante", il Fondo "Fortunati", il Fondo "Giuliani".


Quale istituzione culturale e municipale ha intenzione di impegnarsi con noi per darci in comodato d'uso gratuito uno spazio?

 

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